Dott. Fabio Mazza – La Psicologia Applicata alle Relazioni

Comprendere il disturbo evitante di personalità

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Il disturbo evitante di personalità è un disturbo del Cluster C, caratterizzato da un comportamento ansioso e inibito. Le persone affette da questo disturbo desiderano stabilire intimità con gli altri, ma sono bloccate dalla paura di essere criticate o rifiutate. A causa della loro sensibilità e fragilità, preferiscono evitare il contatto con gli altri, anziché cercare relazioni intime che potrebbero causare ansia o sofferenza.

Questo disturbo può essere difficile da diagnosticare, poiché a volte si sovrappone ad altri disturbi di personalità, come il disturbo schizoide o il disturbo borderline. Tuttavia, le persone con disturbo evitante di personalità si distinguono perché non reagiscono al rifiuto con rabbia o esplosività, ma piuttosto si isolano e adottano comportamenti che li portano a uscire dalle relazioni per evitare il rifiuto.

Le persone affette da questo disturbo hanno un profondo senso di inadeguatezza rispetto agli altri e provano ansia nel rapportarsi con gli altri. Sono desiderose di partecipare a molte attività e avere relazioni intime, ma alla fine evitano queste situazioni a causa della paura di essere rifiutate. Nonostante possa sembrare timidezza, il disturbo evitante di personalità è diverso perché la timidezza può essere sperimentata solo in situazioni specifiche, mentre le persone con questo disturbo provano ansia costante nelle interazioni sociali.

Le persone affette da questo disturbo sperimentano almeno quattro delle seguenti condizioni:

  1. Evitare situazioni lavorative in cui si è esposti e si teme il rifiuto.
  2. Evitare interazioni e relazioni sociali per paura di non essere apprezzati.
  3. Trattenersi nelle relazioni per paura di essere derisi o svergognati.
  4. Evitare nuove iniziative di interazione sociale per paura di essere inadeguati.
  5. Avere l’impressione di essere inferiori alle persone che li circondano e rifiutare attività nuove per paura di provare imbarazzo.

È importante distinguere il disturbo evitante di personalità dall’ansia sociale. Mentre le persone con ansia sociale temono il giudizio degli altri e il possibile rifiuto, le persone con disturbo evitante di personalità hanno paure più radicate e profonde riguardo alla propria inadeguatezza e alla convinzione che saranno rifiutate indipendentemente dalle circostanze.

Le persone affette da questo disturbo possono lavorare su diversi aspetti per migliorare la loro condizione. Inizialmente, è importante cercare il supporto di uno specialista o di un terapeuta che possa aiutare a esplorare e sfatare le credenze negative che influenzano il proprio modo di pensare e comportarsi. Un terapeuta può fornire un punto di vista esterno e aiutare a sviluppare affermazioni più realistiche e positive.

Inoltre, le persone con disturbo evitante di personalità possono concentrarsi sul miglioramento delle proprie abilità relazionali. È utile concentrarsi su ciò che l’altra persona pensa, prova e su quali argomenti possono essere interessanti per lei. Mettendo da parte le proprie paure e concentrandosi sull’ascolto attento e curioso, è possibile spostare l’attenzione dalle proprie inadeguatezze all’esterno.

Adottare uno stile di vita sano, che includa attività fisica regolare, può aiutare a superare le inibizioni e aumentare l’energia e la positività nelle relazioni sociali. Inoltre, lavorare con un professionista può aiutare a sviluppare strategie e comportamenti che favoriscano il processo di relazione e riducano lo stress associato al disturbo.

Il disturbo evitante di personalità può limitare sia la vita delle persone che ne soffrono che delle persone che le circondano. Tuttavia, con il giusto supporto e l’impegno nel migliorare la propria condizione, è possibile superare le paure e stabilire relazioni più sane e appaganti.

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